IMMAGINE: Palazzo Montecitorio esterno
LA COSTITUZIONE AGGIRATA
E IL MONDO CHE BRUCIA
cosa sta succedendo davvero
20 luglio 2026
IMMAGINE: Foto dell’Avv. Giulio Stramera
Avv. Giulio Stramera
Studio Legale Stramera Lipuma
Palermo
La Costituzione aggirata e il mondo che brucia:
cosa sta succedendo davvero
di Avv. Giulio Stramera
C’è un’affinità inquietante tra due notizie che in questi giorni occupano le prime pagine. Da un lato, la riforma elettorale che viaggia verso il Senato, dall’altro la guerra tra Stati Uniti e Iran che si intensifica ora dopo ora.
Non sono due fatti separati. Sono i due lati della stessa medaglia: la paura come carburante dell’autoritarismo, e la competenza come unico antidoto.
Lo Stabilicum: il premio che cancella le opposizioni
Il 16 luglio l’Aula della Camera ha licenziato la nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum, con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Ora il testo passa al Senato.
IMMAGINE: Aula di Montecitorio
Cosa prevede esattamente?
• Premio di maggioranza fisso: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che raggiunge il 42% dei voti in entrambe le Camere.
• Liste bloccate: niente preferenze. L’elettore vota una lista, senza poter scegliere i candidati.
• Soglie: 10% per le coalizioni, 3% per le liste singole.
• Norma anti-frammentazione: i voti delle liste coalizzate sotto il 3% non contano nemmeno per il premio.
Il costituzionalista Spadacini ha definito la riforma “un’ombra” che “indebolisce il Parlamento”. Il premio di maggioranza, dice, è stato “corretto, non sanato”: continua a trasformare una maggioranza relativa in una maggioranza parlamentare precostituita, incidendo “sulla forma di governo, sulle prerogative del presidente della Repubblica e sulla libertà del Parlamento”.
Ma c’è di più. Il premio scatta solo se la stessa coalizione raggiunge il 42% in entrambe le Camere, creando “nuovi problemi costituzionali”: Camera e Senato sono organi distinti, e subordinare l’una all’altra “comprime l’autonomia dei due procedimenti”. Per il Senato, eletto su base regionale, un premio nazionale “svuota quella base regionale”.
Giorgio La Malfa, in un articolo che ha fatto discutere, ha messo in guardia: il premio di maggioranza abnorme non serve a garantire la governabilità. Serve a rendere la maggioranza autosufficiente per eleggere il Presidente della Repubblica dalla quarta votazione in poi, aggirando di fatto l’articolo 138 della Costituzione che richiede il referendum popolare per le modifiche costituzionali. L’obiettivo, secondo La Malfa, sarebbe portare al Quirinale il leader della maggioranza, trasformando il Presidente del Consiglio in un “modesto esecutore” sostituibile.
Il mondo che brucia

Mentre in Italia si discute di premi di maggioranza, in Medio Oriente la situazione precipita.
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, iniziato il 28 febbraio con l’attacco che ha ucciso Khamenei e decine di leader iraniani, è entrato in una nuova fase. L’8 luglio gli Usa hanno attaccato di nuovo l’Iran. Il 14 luglio l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz. Il 17 luglio, nuovi raid americani contro circa 90 obiettivi.
Israele si è detto pronto a intervenire. Il presidente Trump ha dichiarato che il conflitto “sarà molto veloce”. Il petrolio è tornato a correre, con il Brent in rialzo del 4%.
E l’Italia? Assistiamo. Come spettatori.
Il collegamento che nessuno vuole vedere
Cosa lega lo Stabilicum alla guerra in Medio Oriente?
La paura.
La guerra crea instabilità. L’instabilità genera paura. La paura viene usata per giustificare scelte autoritarie “per sicurezza”. Si crea allarme sociale, si propongono soluzioni “forti”, si aggirano le procedure democratiche, e il cittadino, impotente, delega tutto al leader di turno.
È un meccanismo che abbiamo già visto. Nel 1943, molti italiani aspettarono ordini dall’alto. Oggi possiamo fare la differenza: dal basso, con competenza, lucidità e presenza.
Cosa possiamo fare?
1. Informarsi. Leggere più fonti, confrontare, non fermarsi ai titoli.
2. Non delegare. La democrazia non è uno spettacolo.
3. Diffondere. Parlare con amici, familiari, colleghi.
4. Organizzarsi. Sostenere associazioni e realtà che difendono la Costituzione.
5. Usare la propria competenza. Spiegare le regole, ricordare i principi, opporre la complessità alla retorica.
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“La democrazia non si difende con gli eroi. Si difende con i cittadini che non si voltano dall’altra parte.”
Non voltiamoci. La Costituzione siamo noi.

Foto dell’Avv. Giulio Stramera
Avv. Giulio Stramera
Studio Legale Stramera Lipuma
Palermo
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